MOSTRI

ELOGIO DELL’IMPERFEZIONE

MOSTRI CHE EMERGONO DALLA NOSTRA PERSONALITÀ: COLORE, LIBERTÀ E IRONIA DELL’INCONSCIO

Dal 15 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 sarà in esposizione Mostri – Elogio dell’imperfezione

Il mostro sotto al letto è la raffigurazione infantile del
timore dell’ignoto, ma questa non è una mostra sulla paura. I mostri di Agata Leocata non abitano più l’oscurità, sono evasi dall’ombra rivendicando una matericità coloristica che si fa presenza. Buffi, eccentrici, allucinati, emergono dagli abissi primordiali dell’inconscio per diventare manifestazione suprema di ciò che siamo davvero, ma reprimiamo e mortifichiamo dentro le gabbie sociali. Parole e immagini, all’interno della tela, sono in opposizione come nocumento e antidoto: la scrittura non descrive, ma riproduce in maniera ossessiva le psicosi collettive di un mondo che rifiuta l’eccezione, la difformità e l’imperfezione.
Il “mostrum”, che trae l’etimologia del suo nome dal verbo latino monere (avvisare, ammonire), agisce su questo mondo come forza antica perché letteralmente “prodigio”, “portento”; è la parola per eccellenza contro la vacuità delle parole di un mondo accordato su una scala di grigi contro cui è sufficiente opporre la sua colorata manifestazione per emergere.

Apparentemente unica eccezione in questo mostruoso bestiario è la rappresentazione di Behemoth, enorme e dispettoso gatto nero tra i protagonisti del romanzo di Michail Bulgakov, “Il Maestro e Margherita”.
Mostro primordiale della Terra secondo la tradizione
biblica, Bulgakov ne stravolge in chiave ironica i toni
apocalittici trasformando Behemoth in un felino buffo e irriverente che parla e beve vodka, caotica presenza capace di partecipare per assurdo alla giustizia cosmica con le sue buffonate. Basta lui a tenere lontano il “mondo molto molto pazzo” a cui si oppone, ma trattandosi pur sempre della mostra che chiude il 2025 a Spazio San Sebastiano, insieme alla libertà di essere ciò che sei che speriamo ti resti addosso al termine della visita, prendiamo in prestito anche le parole del capolavoro russo come nostro vaticinio per il nuovo anno a venire. “Non ti angosciare. Tutto andrà per il meglio, su questo si regge il mondo”.

Ti presentiamo l’autrice

AGATA LEOCATA

Agata Leocata nasce a Siracusa nel 1987. Fin da bambina mostra una forte attrazione per il disegno e per il linguaggio dei fumetti, trovando nell’arte un rifugio e una forma di espressione autentica. Il disegno diventa presto una presenza costante, un modo per osservare e comprendere il mondo. A cinque anni realizza il suo primo ritratto, quello del nonno Paolo, e da allora non smette più di cercare nella linea e nel colore un dialogo con se stessa. Autodidatta per scelta e per necessità, coltiva la propria ricerca con curiosità e dedizione. Nel
2005 riceve il suo primo riconoscimento quando la rivista I Siracusani pubblica la sua riproduzione de Il seppellimento di Santa Lucia, segnalata dal professore Emanuele Di Mauro. Nel tempo, il suo linguaggio evolve: dal figurativo si apre a forme più astratte e simboliche. L’olio su tela diventa la tecnica prediletta, per la sua capacità di trattenere la materia, la luce e la memoria del gesto.
Nei suoi lavori, il colore non descrive ma evoca; ogni superficie diventa spazio di ascolto, luogo in cui l’emozione prende forma. Dal 2011 al 2025 partecipa a diverse mostre collettive tra Siracusa, Catania e Modica.

La mostra personale allo Spazio San Sebastiano di Palazzolo Acreide rappresenta un momento importante del suo percorso: per la prima volta le sue opere si incontrano in un’unica esposizione, nel paese d’origine della madre, a cui Agata è profondamente legata.
La sua pittura nasce da una necessità intima e viscerale. È una ricerca che non vuole spiegare, ma sentire — un cammino verso la sincerità dello sguardo e la libertà del gesto.

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