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Damareta

ipotesi per un paese ideale

La vita degli uomini segue spesso (forse sempre) traiettorie strane, ingarbugliate, confuse, misteriose. E se pensiamo che nel corso di una vita, inevitabilmente, altre traiettorie si intrecceranno alla nostra, con la loro singolarità, immaginate di quale intricata e confusa trama è composto un fitto reticolato chiamato “paese”?  Vivere come individuo un paese, teoricamente, non è molto difficile. Le regole da seguire sono semplici: ci si saluta incontrandosi, si cerca di essere amici con tutti (perché in un paese si conoscono tutti), si offre il caffè al bar il più volte possibile, si fanno le file alla posta e le confezioni di pasta si trovano sempre tra gli scaffali del supermercato. Cose semplici, insomma. Eppure, i rapporti umani rimangono il marasma di sempre ed in paese si continua perennemente a scrutare il cielo in cerca di segnali: qual è il paese che abitiamo? Com’è questo il villaggio in cui instancabili ci ritiriamo? E’ così anche per gli altri abitanti? 

A complicare ulteriore la questione, contribuisce l’archistar Stefano Boeri che il 20 aprile 2020, in pieno lockdown, lancia dalle pagine di Repubblica l’invito a lasciare le grandi città in favore dei vecchi borghi e noi, che proprio in uno di questi borghi viviamo, abbiamo cominciato a farci ancora più domande sulla consapevolezza e la responsabilità che implica, in questo momento, (ri)abitare i territori. Poi, finalmente, accorre in nostro aiuto uno dei grandi della letteratura italiana, Italo Calvino, che con la sue Le Città Invisibili ci apre una strada: se è vero che ogni città prende forma dal deserto a cui si oppone, noi che forma intendiamo dare alla nostra? Così nasce Damareta: ipotesi per un paese ideale la proposta di una costruzione multipartecipata del paese del futuro. Rimanendo fedeli alle città invisibili calviniane, abbiamo pensato a un nome di donna, Damareta, una regina vissuta nel V sec. a.C. figlia del tiranno di Akragas (oggi Agrigento) e andata in sposa al tiranno di Siracusa, Gerone. Nonostante le poche notizie storiche oggi rimaste, si sa per certo che fondamentale fu il suo intervento per stringere la pace con i Cartaginesi durante la battaglia di Imera, e che fu lei ad opporsi fortemente ai sacrifici di bambini in favore delle divinità. 

Con questo format, il MIB propone alle comunità dei comuni montani dell’altipiano ibleo, di immaginare con noi il paese ideale e di consegnarci la loro idea attraverso una parola chiave così da arrivare, nel breve – medio periodo, a stilare il Manifesto di Damareta, un documento di intenti e proposte da condividere con le amministrazioni locali e con quanti vogliano impegnarsi in progetti di rigenerazione territoriale. Parallelamente, la cooperativa si impegna con una serie di dirette Facebook dal titolo #damaretacalling, a mettere le comunità in contatto con architetti, innovatori sociali, artisti, antropologi, librai e altre figure professionali già impegnate altrove in progetti di rigenerazione territoriale, così da raccogliere buone pratiche e ulteriori spunti di riflessione sugli orizzonti futuri. 

E tu? Qual è la tua idea di paese ideale? Forza sognatori, è questo il vostro tempo!

#Damaretacalling 1×01 (20/05/2020)

Fabiola Carbonaro è una maestra per la scuola dell’infanzia ma anche un’attivista e una donna attenta ai bisogni della società; Lillo Giglia è una delle anime di Farm Cultural Park, il più grande progetto di rigenerazione urbana, in Sicilia, attraverso l’arte contemporanea, ma è anche docente di SOU, la scuola di Architettura per Bambini di FARM. Con loro, abbiamo cominciato a porre le basi di Damareta partendo dai grandi assenti di tutti i decreti ministeriali in tempo di pandemia: i bambini. Ispirati dal verde che tanto predomina le città ideali dei bambini, abbiamo cominciato a ragionare su spazi davvero inclusivi e associati alle persone, partendo da due parole chiavi che ci sono state generosamente donate dai nostri ospiti: #desiderio e #tramite.

#Damaretacalling: diretta del 20.05.2020 con Fabiola Carbonaro e Lillo Giglia

#Damaretacalling 1×02 (28/05/2020

Giovanni Teneggi è direttore generale di Confcooperative Reggio Emilia ma noi lo abbiamo chiamato in causa perché è il maggior esperto, testimone e narratore delle cooperative di comunità; Giulia Piccione è autrice e produttrice con esperienze nel campo dell’editoria, del cinema e della radio. Nel corso della sua carriera, ha avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con il paesaggista Gill Clément, diventando parte attiva nella creazione delle semestrali sessioni di intervento della Scuola del Terzo Paesaggio/Indecisione. E proprio partendo dalla metafora del giardino planetario, abbiamo avviato una riflessione sul valore delle comunità, regalando a Damareta una parola chiave molto potente: #perdono.

#Damaretacalling: diretta del 28.05.2020 con Giulia Piccione e Giovanni Teneggi

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