Curare il patrimonio per creare lavoro

Curare il patrimonio per creare lavoro

Otto mesi.

Otto mesi di studio, progettazione, interlocuzioni. Con tutte le incertezze dettate da una pandemia mondiale, in mezzo.

Ma abbiamo scoperto che la determinazione di un giovane prete può fare molto, anche di più. Perché, sia dato a Cesare quel che è di Cesare, la fermezza di don Salvatore Randazzo è stata risolutiva per la realizzazione di un progetto che ti raccontiamo con la timidezza di chi muove i suoi primi passi, avendo cura di non sbattere la testa al muro.

È la prima volta, infatti, che nell’area iblea della provincia di Siracusa, un ente ecclesiastico decide di collaborare in rapporto paritario con una cooperativa ed essere stati chiamati a lavorare per e con la Parrocchia di San Sebastiano, che regge la centralissima basilica omonima, ci fa sudare freddo per la responsabilità ma ci entusiasma enormemente, perché il nostro sogno di creare posti di lavoro per le aree interne della provincia, diventa sempre più grande e concreto.

Lavoro, aggregazione, cultura sono proprio le tre direttrici a fondamento del nostro progetto che vuole attivare opportunità occupazionali per la comunità, attraverso attività di promozione e fruzione del patrimonio culturale ed ecclessiastico. Ma i percorsi di visita guidata e fruizione all’interno della basilica di San Sebastiano, sono solo la fase di start up di un progetto ben più articolato, che mira alla creazione di uno spazio di aggregazione comunitario per la valorizzazione e promozione dell’intera area iblea, alla quale si offrono esternalità positive a livello culturale, sociale ed economico, secondo uno sviluppo cooperativo di rete.

Don Salvatore Randazzo insieme ai soci fondatori del MIB – Mediblei

Ad ispirarci in un questo ardito progetto, i principi della Convenzione di Faro, firmata nella omonima cittadina portoghese nel 2005 e ratificata dalla Camera dei Deputati il 23 settembre del 2020 che riconosce il patrimonio culturale come l’insieme delle risorse ereditate dal passato, riflesso di valori e credenze, e la comunità patrimoniale quale insieme di persone che attribuiscono valore a quel patrimonio, che si riconoscono in esso e che fanno il possibile per salvaguardarlo e trasmetterlo alle generazioni che verranno”. E ancora, le parole di Papa Francesco, che nell’enciclica “Fratelli Tutti” a proposito del grande tema del lavoro, dice: «ciò che è veramente popolare – perché promuove il bene del popolo – è assicurare la possibilità di far germogliare i semi che Dio ha posto in ciascuno, le sue capacità, la sua iniziativa, le sue forze». 

Un bene eletto Patrimonio dell’Umanità, come è la basilica di San Sebastiano, ci chiama ad essere fruitori consapevoli della sua storia e tutti corresponsabili del suo mantenimento. E la cura del bene comune educa al senso civico, alla partecipazione attiva alle scelte della società e ad essere custodi di quel bene fino a che non potrà essere usufruito dalle generazioni a venire. Ma la promozione culturale, che diventa anzitutto promozione della cultura del lavoro, è anche l’unica strada per non far sopperire questi territori al graduale spopolamento a cui sembrano condannati.

Le intenzioni che ci muovono in questa azione, sono state comprese dall’Arcidiocesi di Siracusa che ha dato formale consenso all’avvio del progetto, sostenuto da FondoSviluppo, il fondo mutualistico della cooperazione italiana, che ha riconosciuto la validità del progetto, conferendo alla nostra cooperativa il “premio nascita” del Bando 2.0 per le Cooperative di Comunità.

Avremo modo e tempo per aggiornati sul procedere del nostro progetto.
Adesso, ci apprestiamo ad avviarlo, tenendo bene a mente le parole del Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Siracusa, Monsignor Sebastiano Amenta: “incontrerete numerose difficoltà lungo il cammino, ma voi non arrendetevi” e noi non lo faremo.

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