Per chi si stesse chiedendo com’è finita con i Santoni

Per chi si stesse chiedendo com’è finita con i Santoni

Mentre cerchiamo di tenere tutti botta alla seconda virulenta ondata del protagonista assoluto di questo memorabile anno, il COVID-19, vorremmo, tuttavia, non gettare al vento l’impegno e la fatica che ci hanno spinti, prima, a candidare i Santoni di Palazzolo Acreide a I Luoghi del Cuore FAI e poi, ad aprirli nel corso delle Giornate FAI d’Autunno, grazie al prezioso contributo della Delegazione FAI di Siracusa, del Parco Archeologico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro ed Akrai e del Comune di Palazzolo Acreide.

I weekend nei quali era garantita l’apertura straordinaria del sito, sarebbero stati quattro ma l’imperversare dei nuovi contagi ha convinto la delegazione provinciale a ridurre a due sole date le Giornate FAI d’Autunno. Nonostante questo, oltre 500 persone sono riuscite in due giorni a visitare questo sito archeologico unico al mondo, ovviamente tutte ben distanziate tra loro e munite di mascherina. Per rendere tutto questo possibile, il comitato cittadino MIB- Mediblei per Cibele si è messo a disposizione degli enti e della delegazione FAI, assumendosi l’onere di contribuire ai lavori di pulizia straordinaria del sito, il ché ha voluto dire imbracciare i più disparati attrezzi di giardinaggio in nostro possesso e ripulire i Santoni in vista delle imminenti visite. Per noi, soprattutto, un bellissimo momento di comunità educante che si riconosce nel suo patrimonio e per questo se ne prende cura.

Arriviamo così ad oggi: nel mondo continua ad imperversare una minaccia invisibile che rende impossibile la fruizione dei luoghi d’arte e i Santoni tornato ad essere, inesorabilmente, chiusi. E d’altra parte, le cose non potrebbero andare diversamente. Oggi, sì, ma domani?

Sappiamo che nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, che si è svolto lunedì 9 novembre, i consiglieri di minoranza del gruppo Palazzolo Creativa hanno chiesto, nel corso dell’attività ispettiva, cosa ne è stato del finanziamento regionale che metteva a disposizione dei Santoni oltre un milione di euro, che avrebbero permesso di sistemare il sito e renderlo stabilmente fruibile, consentendone l’accesso anche ai disabili. Appena un giorno dopo, dalle pagine provinciali de La Sicilia, l’onorevole Vincenzo Vinciullo fa sapere che i fondi per il recupero sono stanziati ma “rateizzati” in un finanziamento spezzatino che – citiamo l’articolo – stanzia 5 mila euro per l’anno in corso; 468.249,67 per il 2021 e 726.750,33 per il 2022. Sarà infine il prossimo Governo regionale, nel 2023, a dover trovare ulteriori 300 mila euro per portare a completamento i lavori. Nel frattempo, i Santoni dovrebbero rimanere chiusi almeno quattro anni e questo nella migliore delle ipotesi. Ma a monte di ciò, come si chiede lo stesso Vinciullo, quale ditta sarebbe disposta ad impegnarsi per 4 anni nell’esecuzione del progetto e ad interrompere i lavori ogni qualvolta si esaurisce la somma impegnata per quell’anno?

Noi non siamo tecnici e non possiamo rispondere di queste scelte, possiamo però esprimerci in merito a ciò che abbiamo avuto modo di verificare sul campo e possiamo dire che se l’ingresso al sito non fosse stato contingentato e limitato a un preciso numero di persone, nel rispetto delle normative vigenti per contrastare la diffusione della pandemia, nelle quattro Giornate FAI d’Autunno, il sito sarebbe stato visitato da migliaia di persone. Basterebbe moltiplicare la cifra per i restanti 361 giorni dell’anno per avere una idea, seppur vaga, del richiamo che ha questo luogo. Sappiamo, inoltre, che le attività ristorative di Palazzolo Acreide hanno lavorato e bene e che qualcuno si è visto annullare la prenotazione il weekend successivo perché le visite al sito erano state sospese. Chi ha avuto modo di accedere ai Santoni nell’unico weekend possibile, era entusiasta di poter finalmente visitare un luogo così unico al mondo; molti ci hanno raggiunti da fuori provincia; qualcuno anche da fuori regione. Per tanti, si è rivelato essere un piccolo straordinario miracolo, ma quando queste azioni eccezionali si rivelano essere una possibilità concreta di sviluppo per il territorio, non varrebbe la pena trasformare l’eccezione in regola? Forse qualcuno troverà presuntuoso porsi questa domanda nel bel mezzo di una pandemia globale, ma quando l’emergenza sanitaria sarà finita e bisognerà mettere insieme i cocci e ricominciare, quale priorità riserveremo ad un luogo che basterebbe, da solo, a far ripartire un ampio settore economico di una comunità che sino ad oggi ha puntato (quasi) tutto sul settore culturale e turistico?

E se tutto questo non bastasse, di per sé, ad avviare un dibattito costruttivo sull’argomento, con il proponimento di trovare congeniali soluzioni per riattivare nel minor tempo possibile un sito che è anzitutto risorsa per l’intero territorio, vogliamo condividere con voi un ulteriore spunto di riflessione che ci arriva da un membro della comunità di Palazzolo Acreide, Salvo SC Caligiore, i cui canali web sono, da anni, collettori e divulgatori di memorie e documenti inerenti la storia locale. Grazie a lui, abbiamo avuto modo di leggere una lettera che reca in calce la data 1933: l’Italia è nel pieno del ventennio fascista, l’Europa è un fiorire di regimi totalitari e tutto il mondo si avvia allo scoppio del Secondo Conflitto Mondiale. In quell’anno, una giovane turista italiana in visita a Palazzolo, scrive ad un amico di essere stata qui, di essere rimasta colpita dalla bellezza del nostro piccolo teatro ma si dimostra, al contempo, rammaricata di non aver potuto visitare i Santoni. A firmare la lettera è Clotilde Marghieri, scrittrice italiana, cugina di Carlo Betocchi, vate dell’ermetismo italiano. Lei, una donna di mondo che, anche grazie all’amicizia del cugino, avrà avuto la possibilità di frequentare personalità eminenti, artisti di fama mondiale, a cui probabilmente avrà raccontato del suo viaggio siciliano ma non di aver potuto visitare un luogo così curioso e unico come i Santoni. E infatti, il destinatario della lettera che si firma con le iniziali B.B., altri non è se non Bernard Berenson, storico d’arte statunitense, famoso conoscitore e studioso del Rinascimento Italiano e , in generale, una di quelle personalità che sarebbe bello poter avere ospite all’interno dei Santoni anziché raccontargli la solita storia nota a tutti, ovvero che è più facile sentirne parlare anziché vederli. Oggi è troppo tardi per chiedere a Berenson di visitare il sito, è venuto a mancare nel 1959 e, comunque, avrebbe 155 anni, ma quante occasioni dobbiamo ancora perdere, nell’attesa che il nostro patrimonio possa essere vissuto quotidianamente e non eccezionalmente, facendolo conoscere al mondo come una possibilità e non come una privazione?

Lettere di Clotilde Marghieri a Bernard Berenson, grazie a Salvo SC Caligiore.

Sul sito del FAI prosegue la campagna in favore dei Santoni ai Luoghi del Cuore 2020. Se non lo hai fatto, ti chiediamo di lasciare un voto con un click, di condividere il link e di mettere a parte quante più persone possibili della storia di questo luogo, invitando anche loro a votare, per trasformare una privazione in possibilità e per restituire alla collettività un patrimonio sommerso eppure essenziale. E anche per far sì che nessuno possa più dire di essere andato via da qui, senza aver avuto la possibilità di conoscere la parte più ancestrale della nostra storia.

A chi vorrà e potrà, diciamo grazie sin da ora.

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