A Palazzolo Acreide arriva Santa Libbirata

A Palazzolo Acreide arriva Santa Libbirata

Era il 15 febbraio e intorno al tavolo di un bar Matilde Politi ci raccontava il Panighiri Ikariotiko Festival, la festa greca organizzata appena un anno fa al Villaggio la Torre, a pochi chilometri da Palazzolo Acreide. A inizio anno, si ragionava sulla seconda edizione del festival e su come trovare una sinergia con il MIB. Appena un mese dopo, in Italia veniva dichiarato il lockdown.

Ci siamo ritrovati l’11 giugno, sempre intorno al tavolo di un bar, in un’atmosfera decisamente diversa: meno tavoli, tutti distanziati tra loro, obbligo di indossare la mascherina. Eppure, continuavamo a parlare di musica popolare, di danza, della capacità che entrambe queste espressioni artistiche hanno di integrare le individualità, portandole sul piano della relazione per arrivare dall’io al noi. Praticamente, una catarsi dopo due mesi di isolamento. E forse, è da intendersi così il Fistinu di Santa Libbirata: tre giorni catartici di musica e danza, per liberarsi della paura di ciò che è stato, immersi nelle bellezze naturali dell’altipiano ibleo.

Un festival di world music auto- organizzato, autofinanziato e autogestito, a cui tutti gli artisti parteciperanno a titolo gratuito per costruire, attorno alla musica, un’idea di comunità meticcia in cui le identità e le tradizioni si incrociano, si intrecciano e si sviluppano. Santa Libbirata è la libertà che prende corpo di donna e la sua festa (o fistinu) oltre a sorreggersi sulle tradizioni culturali autoctone, si apre a nuove contaminazioni, guardando alle culture che vivono nella Sicilia di oggi. E per realizzare tutto questo, ancora una volta, Matilde Politi, cantautrice palermitana, lascia la parte occidentale dell’isola in favore del Sud-Est.

Matilde Politi, maestra concertatrice del Fistinu di Santa Libbirata

Il primo motivo che mi portò a Palazzolo nel 2004, fu la ricerca sui canti di tradizione. Sapevo che erano state pubblicate delle raccolte selezionate dall’immenso archivio di Antonino Uccello e che bisognava venire a Palazzolo, alla sua Casa Museo, per poterle reperire. Mi accolse il dottore Pennino, con la sua generosa disponibilità, e si aprì alle mie orecchie un mondo meraviglioso, fatto soprattutto di donne, voci di donne palazzolesi con cui ho continuato a cantare da allora e i cui canti voglio testimoniare e divulgare. Anche il Fistinu di Santa Libbirata sarà un’occasione per far risuonare ancora nella valle, le voci delle donne che sanno come cantare insieme.

Matilde Politi, maestra concertatrice della prima edizione del Fistinu di Santa Libbirata.

Il MIB supporta il Festival e propone ai suoi partecipanti due esperienze, per far sì che i giorni del Fistinu possano diventare un’occasione di scoperta del Comune di Palazzolo Acreide e dei territori iblei. Per grandi e piccini, abbiamo Palazzolo Acreide: la Città Invisibile, un gioco della memoria tra presente e invisibile per scoprire tutti i segreti del comune ibleo, omaggiando il capolavoro di Italo Calvino; a chi ha voglia di sentirsi leggero, godendo di panorami mozzafiato, proponiamo il nostro volo in parapendio,

Per scoprire gli ospiti del festival e per acquistare i biglietti, vai al programma completo dell’evento.

Ci vediamo al Villaggio la Torre. W Santa Libbirata!

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